Opera in tre atti e cinque quadri.

Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi.

Prima rappresentazione Milano, Teatro alla Scala, 25 aprile 1926

Turandot Libby Sokolowski
Altoum Gerardo Dell’Affetto
Timur Baopeng Wang
Calaf Roberto Aronica
Liù Songha Lee
Ping Paolo Ingrasciotta
Pang Giulio Putrino
Pong Giacomo Leone
Un Mandarino Francesco La Gattuta

Direttore Alessandro D’Agostini
Regia, scene e costumi Nadir Dal Grande
Luci Jenny Cappelloni
Assistente costumi Federica Miani

Coro OperaLombardia
Maestro del coro Riccardo Bianchi

Coro di Voci Bianche del Teatro Sociale di Como
Maestro del coro di voci bianche Davide Dell’Oca

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Nuovo allestimento
Coproduzione con i Teatri di OperaLombardia (Teatro Grande di Brescia, Teatro Sociale di Como, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Donizetti di Bergamo) e il Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca

DRESSCODE ORO E ROSSO PER LE SIGNORE, SCURO PER I SIGNORI

Il team creativo è il vincitore della III edizione del bando per la selezione di un progetto di regia, indetto da OperaLombardia e riservato ad artisti under35. Il progetto di Turandot si basa sull’incompiutezza dell’opera di Puccini, trasformata in un finale aperto che non risolve i conflitti ma pone domande profonde su amore, redenzione e responsabilità. La morte di Liù segna un punto di rottura etica ed emotiva: la violenza prevale sulla compassione e l’alba finale non porta salvezza, ma distruzione e accecamento. L’ambientazione è un mondo oscuro, malato e contaminato, dominato da una sostanza nera che rappresenta l’odio e la vendetta incarnati da Turandot. Il popolo è una massa oppressa e superstiziosa, che venera la principessa come una divinità lunare e mortifera. Anche l’imperatore è impotente, simbolo di una gloria ormai perduta. In questo scenario si distinguono Calaf, Liù e Timur, gli unici non contaminati.